Da nord a sud medici di famiglia accerchiati, stipendi a rischio

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Da nord a sud medici di famiglia accerchiati, stipendi a rischio

tags: Antonio Chiodo, Snami Puglia, Piero Drago

31-01-2017 | Ricette Mmg, in Puglia stretta alle prescrizioni di statine. Chiodo (Snami): si affrontino sprechi in farmacia

Da Nord a Sud torna l’allarme: il medico di famiglia è accerchiato, lo stipendio è a rischio. In Puglia e Basilicata le due regioni chiedono alla categoria somme alte già elargite in busta paga; in Piemonte e Lombardia si devolvono ad altri professionisti pezzi di gestione del paziente cronico. La categoria parte da una posizione di debolezza “nuova”: perderà fette cospicue di componenti per via dei pensionamenti di qui al 2030.

La Regione Puglia ha da poco spiegato di voler recuperare gli assegni individuali. In base all’articolo 59 della convenzione una quota dello stipendio viene dagli scatti di anzianità non più distribuiti dopo il 2005 e lasciati a disposizione delle Asl dai medici che si pensionavano. «Tutte le regioni hanno continuato a pagare queste somme, magari dopo accesi dibattiti come l’Emilia Romagna, ma la nostra ha un debito pregresso con i fornitori da 950 milioni di euro e ogni occasione è buona per risanarlo», dice Antonio Chiodo segretario Snami Puglia. «A seguito dello scarso turnover e del lungo tempo che ci vuole per rimpiazzare un medico in pensione, le somme del Fondo di ponderazione sono diventate un “tesoretto” virtuale che già a fatica ottenemmo dalla regione di farci retribuire. Ora l’Assessorato le rivuole: a seguito del blocco dei contratti del 2010, si argomenta, unici in Italia, non ci sarebbero spettate. La stessa regione ha da poco ottenuto in tutte le province tranne una il 100% delle quote dei morti assistiti e dei trasferiti percepite dai mmg anche a più di un anno di distanza quando la convenzione nazionale dà solo un anno alle Asl per il recupero. A Lecce avevamo raggiunto un accordo in cui metà delle somme le metteva l’Asl, ma l’Assessorato ha chiesto a quest’ultima di fare marcia indietro. In pratica dovremmo restituire una media di 600 euro al mese, che variano molto però a seconda delle situazioni personali».

Giusto 500-600 euro li devono restituire anche i medici di continuità assistenziale in Basilicata, dopo che la Corte dei Conti regionale ha dichiarato fonti di buco per 13,5 milioni di euro i due accordi regionali con i mmg 2001 e 2006 contemplanti l’indennità per l’uso del mezzo proprio, quella per il lavoro notturno da 4 euro l’ora e quella per l’attività pediatrica da 50 centesimi/ora. Somme che, sommate e moltiplicate su un contratto di 24 ore settimanali, fanno tra 430 e 500 euro al mese, anche qui da restituire sul pregresso. Il segretario Fimmg Antonio Santangelo ha ricordato alla Regione come quelle indennità ripaghino il medico per dotazione che non gli viene assegnata. Nel Milanese intanto in queste settimane le Asl convocano i medici di famiglia per far loro scegliere se gestire i pazienti cronici direttamente con una coop d’appoggio, se diventare co-gestori di una presa in carico accanto agli enti gestori (che dovranno palesarsi il 15 luglio), o se rinunciare del tutto; il costo della rinuncia per ora è zero, ma sull’onorario di un medico standard i cronici rappresentano oltre un terzo dei proventi convenzionali e, di una base da 4 mila euro, la sola porzione dei pazienti polipatologici – pari a una metà di tutti i cronici – copre in media 600 euro. Nel frattempo nelle Asl piemontesi sta partendo la presa in carico di attività sui pazienti cronici da parte dei nuovi “infermieri” di famiglia.

«C’è un attacco frontale alla medicina generale che stavolta parte da una posizione di debolezza. Manca uno spirito di sana contrapposizione intellettuale con istituzioni che sbagliano. Molto sindacato fa sempre meno il suo mestiere e gli altri partono dall’idea che di medici delle cure primarie ce ne saranno sempre meno», dice Chiodo. La Fimmg Ca Puglia conferma l’analisi: lo studio presentato dal segretario Piero Drago ha prodotto proiezioni fino al 2032, e degli attuali 3756 Mmg 478 sono di continuità assistenziale a tempo pieno, 429 sono anche medici di famiglia. Di qui al 2031 sono attesi 3364 pensionamenti ma dei 1419 nominativi attingibili in graduatoria solo 502 sono residenti in Puglia e papabili per un posto. Morale, tra 15 anni in regione si subirà un saldo negativo di 1570 unità, che vorrà dire oltre un milione e mezzo di residenti senza medico. Le cose cambierebbero solo alzando l’ottimale a livelli impossibili (2100 assistiti a medico) o inserendo 100 medici tra i borsisti ogni anno, 1,4 milioni di euro annui in più. Medicina generale categoria ad esaurimento? «Non abdichiamo al nostro ruolo», dice Chiodo. «Le somme che ci si vogliono trattenere nessuna legge ci impone di darle; tutti questi tentativi di metterci in un angolo sono contrastabili con ricorsi adeguati e puntuali».

Mauro Miserendino

Cassazione, di super lavoro si muore.

Cassazione, di super lavoro si muore. Anaao: la risposta ai maxi-turni

Il sindacato dei medici commenta il verdetto degli Ermellini che ha condannato l’Asp di Enna a un indennizzo per la morte di un tecnico di radiologia a causa dei turni massacranti

La sentenza della Cassazione (clicca qui per scaricare il documento completo) che ha condannato l’Asp di Enna per il decesso da superlavoro di un tecnico di radiologia ha scatenato i commenti dei sindacati medici. «Pietra miliare della giurisprudenza in ambito sanitario», ha commentato l’Anaao nella nota diffusa oggi. «La sentenza – si legge – è la migliore risposta a quanti si preparano a chiedere, in vista del rinnovo del CCNL, un uso intensivo e senza limiti del tempo lavoro dei professionisti, scontando la carenza presente e futura di medici come un dato ontologico della sanità italiana. La sicurezza di cittadini ed operatori è un valore non negoziabile. Assunzioni subito se si ha a cuore il destino della sanità pubblica».

Più pazienti per ciascun medico di famiglia, passando dall’attuale massimale di 1.500 a 2.000

http://www.univadis.it/business-news/489/Fimmg-piu-pazienti-a-medici-famiglia-meglio-organizzati?utm_source=newsletter+email&utm_medium=email&utm_campaign=medical+updates+-+daily+with+banner&utm_content=1464023&utm_term=automated_daily

Roma 16 giu. (AdnKronos Salute) – Più pazienti per ciascun medico di famiglia, passando dall’attuale massimale di 1.500 a 2.000, più in linea con l’Europa. Ma solo per i camici bianchi che possono contare su un supporto organizzativo. E calibrando il tutto con l’accesso alla professione dei giovani medici. Con una retribuzione accessoria legata ad obiettivi ottenuti. Questo il profilo del ‘nuovo medico di famiglia’ che, secondo la Federazione dei medici dei medicina di generale (Fimmg), dovrebbe essere disegnato dal nuovo atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione. Un testo che i sindacati della medicina territoriale – Fimmg, Fimp, Sumai, riuniti oggi a Roma in assemblea congiunta – chiedono in tempi brevi.

“Serve un atto di indirizzo – ha spiegato Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg – che indichi un modello chiaro per l’assistenza territoriale con obiettivi definiti. E serve anche affrontare il tema dell’accesso alla professione, per consentire realmente un ricambio generazionale oggi a rischio”. La parte pubblica, secondo Scotti, deve esplicitare un modello di assistenza che abbia coerenza con le indicazioni della convenzione.

“Nel vecchio atto di indirizzo – ha concluso Scotti – si parla molto di ‘come fare’, poco di ‘cosa fare’. È necessario invece chiarire proprio, in maniera dettagliata, cosa si chiede ai medici di famiglia”.

Certificato riammissione a scuola.pdf

 Spettabili Interlocutori Istituzionali.
Invio in allegato un documento la cui elaborazione mira soprattutto a sensibilizzare codesto Assessorato ad emanare le specifiche disposizioni di abrogazione del certificato di rientro a scuola per la popolazione scolastica interessata.
Ciò si rende necessario non solo per le motivazioni riportate nel medesimo documento allegato, ma soprattutto per sanare il rapporto conflittuale che si viene a determinare tra medici ed istituzioni scolastiche e/o genitori che, pur di far rientrare a scuola i propri figli ( talvolta assenti per cause diverse dalla malattia), “obbligano” il medico a redigere documenti per assistiti dei quali non sono stati preventivamente messi al corrente di alcuna patologia.
Inoltre i dirigenti degli istituti scolastici richiedono la certificazione a prescindere dal periodo di assenza ovvero anche per pochi giorni di presunta o vera malattia.
E’ evidente che il medico è in una condizione di disagio sia professionale, sia giuridico, sia etico, sia burocratico che rende ulteriormente complesso l’espletamento corretto della propria quotidianità.
In attesa di decisivo riscontro, ringrazio anticipatamente per la sensibilità.
Dr. Antonio Chiodo
Presidente SNAMI Puglia

Convocazione incontri trattative AIA giorni 05/04/2017 e 13/04/2017

Gentili Dottori, come concordato, i prossimi incontri per la definizione dell’Accordo Aziendale si svolgeranno a Siena, presso la sede operativa dell’USL Toscana sudestpiazzale Rosselli, 26 Siena –  (stanza 10055 – 1 piano), nelle giornate del:
–  5 aprile dalle 9.30 alle 14.30 e
–  13 aprile dalle 9.30 alle  14.00 e dalle 14.30 alle 16.00.
 
Si invia la delibera aziendale n. 1052/2016 di Adozione del documento programmatico e progettuale “Il nuovo approccio delle Reti Cliniche Integrate e Strutturate”.
Cordiali saluti.
Dr. Rosalia Chiumiento
Azienda U.S.L. Toscana Sud Est
Dipartimento delle Risorse Umane
U.O.C. Convenzioni Uniche
Piazza Carlo Rosselli, 26 – 53100 Siena
tel. 0577 – 536924 / fax. 0577 – 536109

Convocazione Comitato d’Azienda area Provinciale senese giovedì 20/04/2017 ore 10,00

Gentilissimi,si comunica che il prossimo Comitato d’Azienda della Medicina Generale dell’area Provinciale Senese è convocato per giovedì 20/04/2017
alle ore 10,00 presso la sede operativa di Piazzale Rosselli a Siena, stanza 20052.

Il Comitato è convocato nelle more della costituzione del comitato d’Azienda USL Toscana Sud Est per affrontare in primis i seguenti argomenti:
– Applicazione art. 19, comma 3, ACN/2005 e ss.mm.ii.
– Zone carenti Assistenza Primaria e Continuità Assistenziale I semestre 2017 .

Seguirà ordine del giorno definitivo.

Cordiali saluti

Il segretario

Dr. Rosalia Chiumiento
Azienda U.S.L. Toscana Sud Est
Dipartimento delle Risorse Umane
U.O.C. Convenzioni Uniche
Piazza Carlo Rosselli, 26 – 53100 Siena
tel. 0577 – 536924 / fax. 0577 – 536109

Case della salute, accordo toscano spacca i sindacati Mmg

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Case della salute, accordo toscano spacca i sindacati Mmg

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Siena laboratorio italiano: il preaccordo firmato lo scorso febbraio da Asl e sindacati divide i medici ma è anche la cartina di tornasole per capire lo sviluppo della prossima convenzione nazionale. Al neonato ente di area vasta che comprende le ex Asl di Arezzo e Grosseto si prevede una casa della salute per ciascuna delle Aggregazioni funzionali territoriali istituite, cioè una ogni 20-30 mila abitanti e non una per distretto come si ipotizzava in passato. Il coordinatore di Aft potrà contrattare il budget con l’ente di area vasta e gestirà la continuità assistenziale (cui pure è assegnato un referente in Aft) con modalità da definire. I Mmg dovranno gestire tanto i pazienti a rischio cardiovascolare (>15 secondo carte ISS, già previsti dall’accordo Toscana 2012) quanto i pazienti a più alto rischio di ricovero, da censire; dovranno prenotare esami e visite specialistiche ai pazienti cui li prescrivono, prendere in carico la terapia anticoagulante orale; i compensi economici arriveranno da risparmi acquisiti e da nuove risorse che la regione deciderà di stanziare su questa novità. Il sindacato Snami, minoritario, non ha firmato ed è sul piede di guerra. La presidente provinciale Liliana Gradi si dice non pregiudizialmente contraria a tutto. «Ma non possiamo firmare a scatola chiusa. Intanto, il preaccordo è frutto della volontà dell’Asl. Altri sindacati hanno posto dubbi sulla possibilità che lo Snami tratti pur non avendo noi firmato, attribuendogli una valenza di accordo vero che per noi non ha. Inoltre va affrontato già ora. Ci sono concetti nuovi. Per far sì che il medico che prescrive un esame lo prenoti subito, ci vuole personale dedicato e in un locale a parte, non condizionato da chi attende in sala, e comunque immagino cosa può accadere se il tempo d’attesa per un esame in una certa struttura fosse troppo lungo; il paziente rientrerebbe da me per chiedermi alternative.

Ricordo che in Veneto la sperimentazione di questo tipo ha sollevato molte contrarietà tra i colleghi, si dimentica che ogni volta che io adempio ad un incarico burocratico tolgo del tempo alla clinica; e si crea una disparità di mezzi e di attrattività verso il paziente tra il medico che rende disponibile più tempo per le prenotazioni e quello che ne ha meno». C’è un secondo problema, il personale: «Va offerta a tutti la chance di tutelare la propria autonomia e di non essere socio di alcuna cooperativa, la coop non dev’essere conditio sine qua non per mantenere i propri servizi e la propria convenzione». Altro tema caldo nella gestione del cronico è la privacy: «Al momento pare che tutti i medici possano accedere al fascicolo sanitario del paziente, con uguali livelli di lettura, e invece occorre adottare le garanzie di legge. E ancora, si parla di contrattazione con il coordinatore di Aft, mentre la risposta dovrebbe essere un tavolo con i coordinatori; e sul tempo di assistenza del Mmg si parla di “overtime”, termine ambiguo per un accordo di lavoro: non si capisce se sia virtuale o corrisponda a un orario magari “tirato” sulle 16 o 24 ore, questo sì in barba alle direttive europee sui riposi». Per Maurizio Pozzi, presidente di SaniCoop iscritto Fimmg e membro della delegazione trattante, ma soprattutto medico di famiglia senese, «un problema di concorrenza può porsi. Ma non sul tempo che i medici rendono disponibile per prenotare l’esame prescritto, bensì sul fatto che il Cup possa, poniamo, essere accessibile a Siena e non fuori. Ad esempio noi temiamo molto che per problemi di linea Adsl, o di personale che non sempre c’è, uno studio decentrato, di paese, perda assistiti rispetto a uno studio cittadino; non lo accetteremmo. Sulle coop, nel tempo a livello nazionale penso si sia consolidato un percorso, non si può pensare che da soli si riesca a offrire chissà quali servizi; certo, la cooperativa dev’essere di servizio al medico, mettergli a disposizione sede, attrezzature, personale.

Un medico di gruppo non può avere in carico un dipendente un pezzetto per uno, e così ne acquista i servizi da una coop o la crea; tra l’altro, a differenza di una società una coop non ha scopo di lucro, e questo aspetto aiuta allorché qualcuno potrebbe dire che il medico convenzionato e titolare di srl avvantaggi quest’ultima offrendo servizi alla popolazione. L’Asl potrebbe dire in tal caso che il medico ha appaltato dei servizi su cui lucra, mentre una coop -dove tra l’altro le decisioni sono prese democraticamente- toglie ogni dubbio. Nello stesso accordo nazionale all’articolo 54 è previsto che il medico per espletare i compiti previsti si avvalga di società di servizio di tipo cooperativo». Per Pozzi, «la trattativa a Siena pone un problema sul futuro dell’accordo nazionale, mettendo al centro le reti integrate ospedale-territorio e la casa della salute. Il rapporto di queste entità, non previste dalla convenzione, rispetto alla popolazione, farebbe pensare che la regione voglia sostituirle alle unità di cure primarie. Uccp e casa della salute però sono cose diverse, l’Uccp è fatta dalle professioni del territorio auto-organizzate, la Casa della Salute ha un direttore sanitario nominato dall’Asl. La Fimmg si è espressa da tempo perché i professionisti del territorio si organizzino da sé». Raffaele Gaudio portavoce Smi conferma che il suo sindacato ha dato l’ok al preaccordo «ma restano perplessità, le case della salute non sono costituite dalla contrattazione sindacale a differenza di Aft e Uccp, né sono previste nella piattaforma Sisac, farne l’unità di misura degli accordi in Toscana lascia perplessi. Tanto più che ove fosse obbligatorio passare per le cooperative per realizzarle si porrebbero dei problemi, un conto è se la coop ti aiuta mettendoti a disposizione fattori produttivi, un conto è se contratta al posto del sindacato magari offrendo prestazioni a tariffe basse che pregiudicano lo sviluppo della medicina generale».

Mauro Miserendino

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